introduzione
giovedì 23
Taverna
venerdì 24
Villaggio Mancuso
sabato 25
Villaggio Mancuso
domenica 26
Villaggio Mancuso
LE ARTI DELLA PAROLA

Nel corso degli anni Vis Musicae ha intessuto legami tra numerose istituzioni e università nazionali
e internazionali, e la società civile, accumulando un prezioso potenziale umano, artistico e scientifico
e offrendo una importante occasione di crescita dell'offerta culturale sul territorio grazie all’Amministrazione Provinciale di Catanzaro che ha condiviso il progetto sin dalla prima edizione e che insieme agli altri enti lo ha sostenuto nel corso degli anni.
Fin dal principio la rassegna ha costellato gli eventi musicali di percorsi divulgativi interdisciplinari pensati nella prospettiva del “lifelong learning”, ed è per questo che le performance poetiche e musicali si inseriscono in un quadro di attività che comprende incontri, seminari, workshop, giochi, degustazioni, escursioni, che si rivolgono a tutti.
L'idea di fondo è sempre stata quella di offrire una forma di intrattenimento educativo, nella prospettiva della formazione continua e permanente - stimolando coinvolgendo e divertendo - allo scopo di favorire processi di apprendimento e promuovere percorsi di ricerca, basati sulla curiosità e sul desiderio di scoprire
e di conoscere. Per questo l'ottava edizione di Vis Musicae - in occasione dell’Anno Europeo della Creatività e dell'Innovazione - è dedicata alle arti della parola, o arti del dire, che coinvolgono le lingue (maggioritarie e minoritarie), i saperi, le identità, e naturalmente la musica, offrendo molteplici possibilità di confronto multi ed interculturale. Partendo dal patrimonio immateriale del canto della poesia improvvisata - che è uno degli aspetti più originali e meno conosciuti della cultura euro-mediterranea e che rimanda alla dimensione storica, sociale e antropologica delle rispettive lingue - si arriva al freestyle, l'improvvisazione verbale in rima praticata nella cultura urbana hip-hop, confrontando le differenze e i punti di contatto delle rispettive forme di contrasto poetico grazie alla presenza di artisti provenienti da diversi paesi: Grecia, Italia, Malta, Portogallo e Spagna. Ma in questa festa della poesia orale spicca un idioma non vocale, che la rassegna abbraccia per la prima volta come feconda innovazione: la lingua dei segni. In altre parole, la poesia della cultura sorda, da “ascoltare” con lo sguardo, non conosce la scrittura ed è privilegio dell’istante dell’esecuzione. L’intensità della comunicazione passa attraverso un diverso canale sensoriale, e nell’espressività visivo-gestuale del suo flusso - molto consono al rap - c’è qualcosa che va alla radice del linguaggio poetico. Le difficoltà di traduzione, in un senso e nell’altro, sono una sfida ulteriore nel contesto dei duelli verbali tra poeti a braccio.
Ma la creatività verbale e l’immaginazione non conoscono frontiere, e grazie anche ai traduttori e ai sottotitoli, il pubblico sarà l’artefice dell’evento, perché i poeti a braccio attendono i temi, gli argomenti
e i personaggi sui quali intonare i propri versi estemporanei.

Caterina Salerno, presidente Associazione Vis Musicae
Paolo Scarnecchia, direttore artistico Vis Musicae